Il patto della Nestlé: meno ore e il figlio assunto in fabbrica

Ponte Sisto (Pg) – Proposta da parte dello stabilimento Nestlé di Ponte Sisto (Pg) per ringiovanire la forza lavoro. In virtù della riforma del sistema pensionistico, numerosi lavoratori si sono visti posticipare la data di uscita dal mondo del lavoro. Ecco quindi l’idea della Nestlé: chiedere ai dipendenti di ridursi da 40 a 30 le ore settimanali, agevolando così l’ingresso di un giovane lavoratore, eventualmente di un figlio. Una proposta (non un diritto, né un’imposizione, preciso dall’azienda) dettata anche dalle necessità di natura produttiva. Lo stabilimento, che realizza tra l’altro i baci Perugina, si trova a competere con gli altri stabilimenti europei della Nestlé. Per incrementare la produttività e ottimizzare il lavoro, si ipotizza di passare a turni di sei ore per sei giorni su tre turni. L’ingresso di nuovi giovani addetti permetterebbe quindi di coprire le quote ora coperta con gli straordinari e incrementare il livello occupazionale. (PF)


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