Premium Net: sequestrati 120 immobili al titolare dell’azienda di logistica

Milano – Caporalato nella logistica. Con società fornitrici di aziende di primaria importanza che pagavano magazzinieri e facchini con stipendi ‘rumeni’. È quanto sta emergendo dall’inchiesta che ha portato al sequestro delle proprietà di Giancarlo Bolondi, 63 anni, origini reggiane, residente a Melide in Canton Ticino ma domiciliato a Milano, da luglio agli arresti domiciliari. I sequestri sono stati avviati dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano, su richiesta dei pm Bruna Albertini e Paolo Storari, e riguardano 120 appartamenti di pregio finemente arredati, un villaggio turistico sul Garda, terreni e autorimesse in Val d’Aosta, Liguria e Lombardia. Gli immobili sarebbero tutti in diversa forma nelle disponibilità di Bolondi, imprenditore nel comparto della logistica con la società Premium Net, che vanta nel proprio portafoglio clienti aziende come Ferrero, Lavazza, Huawei, Procter&Gamble e molte altre realtà del comparto editoriale, food, tecnologico, entertainment, medico e cosmetico. A Bolondi è stato contestato di essere a capo di un network di consorzi e cooperative che avrebbero reclutato manodopera in condizioni di sfruttamento, giocando sullo “stato di bisogno dei lavoratori, tenuti costantemente sotto la minaccia di perdere il lavoro”, in violazione dei contratti collettivi nazionali. Nel decreto dei giudici Rispoli-Cernuto-Pontani si spiega che l’inchiesta di Pavia è connessa alla disposizione dell’amministrazione controllata per Ceva Logistic Italia, ramo di una delle multinazionali leader del settore, disposta il maggio scorso, per “sfruttamento di manodopera”. Gli addetti avevano ottenuto il posto firmando un contratto con la Byway Jpb Consulting, agenzia interinale che opera con sede a Bucarest. Il contratto e gli stipendi erano rumeni, al punto che gli emolumenti erano corrisposti in leu, per una cifra corrispondente a 300 euro al mese, senza contributi.

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