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Antonino Laspina (Ice): “L’export agroalimentare italiano in Cina crescerà del 10% a valore nel 2014”

Pechino (Cina) – Pur con qualche rallentamento, l’export in Cina di prodotti agroalimentari italiani è in crescita: “Chiuderemo l’anno con un trend in aumento del 10% circa a valore”, afferma il coordinatore dell’ufficio Ice di Pechino, Antonino Laspina. “Complessivamente il fatturato si attesterà intorno ai 300 milioni di euro (dati ricavati da fonti cinesi, ndr), con 114 milioni di euro realizzati solo dal settore vinicolo, 14 milioni dei quali esclusivamente dalle bollicine”. Buoni risultati, ma che devono essere consolidati con un’attività che coinvolge diversi livelli: “Innanzitutto bisogna concentrarsi sull’informazione, spiegando come vengono realizzati e come si preparano i prodotti italiani. Un’attività di formazione rivolta sia ai consumatori che agli operatori specializzati”. L’Ice ha promosso in fiera uno spazio dedicato alle aziende delle regioni del Sud, coinvolte nel programma di Convergenza. “Un’iniziativa che ha registrato un ottimo riscontro, grazie anche alla capacità organizzativa di Anuga”. Dal punto di vista distributivo è necessario un approccio preciso, per accrescere la presenza italiana: “È fondamentale creare un rapporto di partnership con l’importatore locale, che deve essere formato dall’azienda per operare con profitto. In secondo luogo, bisogna concentrarsi sulle medie strutture distributive, che sanno valorizzare le eccellenze come quelle italiane. Il modello Carrefour è ormai massificato e non incontra quella fascia di consumatori che può permettersi la qualità del prodotto made in Italy. Si tratta, infatti, di una minoranza: però, possiamo stimare che ci siano in Cina circa 250 milioni di possibili acquirenti”.


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