Vertenza Pernigotti: un mese in più per definire il futuro

Roma – Un mese in più per Pernigotti. E’ quanto stabilito ieri a Roma al termine dell’incontro tra Governo, azienda e sindacati. Più tempo per dare la possibilità all’advisor Sernet di valutare le proposte pervenute, rimandando al 5 febbraio, data del prossimo appuntamento al Mise, la richiesta di Cigs per cessazione, destinata ai 100 dipendenti dello stabilimento di Novi Ligure, senza stipendio da tre mesi. Secondo alcune indiscrezioni, tra le manifestazioni d’interesse non ci sarebbero solo quelle già note di Sperlari e di un fondo indiano, ma anche quelle della Laica di Novara e di alcune realtà locali interessate ai macchinari, come La Suissa di Serravalle Scrivia, in provincia di Alessandria. I sindacati hanno però riferito che la proprietà turca nega l’ipotesi di vendita del marchio, proponendo contratti di fornitura a terzi e la vendita dei macchinari senza nessun patto sociale. “Rimane”, spiegano da Flai Cgil, “la volontà di utilizzare il marchio Pernigotti per le produzioni che già si fanno in Turchia”. Insomma, nessun riscontro alle parole spese dal ministro Luigi Di Maio, che, in occasione dell’incontro con i lavoratori a Novi Ligure, il 5 gennaio, aveva dichiarato: “Lavoriamo per tutelare il marchio e i lavoratori”, promettendo anche una ‘legge Pernigotti’ per vietare alle aziende di vendere i marchi italiani o trasferire produzioni all’estero.


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