Arancia Rossa di Sicilia: aziende sotto pressione tra crisi climatica e tensioni globali. Il Consorzio chiede misure urgenti

Catania – Il Consorzio di tutela dell’Arancia rossa di Sicilia Igp ha inviato una richiesta formale di intervento al Masaf chiedendo delle misure straordinarie a sostegno di una filiera che coinvolge oltre 500 aziende, sempre più colpite da eventi climatici e criticità economiche. Come si legge nella lettera, la richiesta arriva a seguito dei danni provocati a fine gennaio dal ciclone Harry, che ha interessato più di 32 comuni in tre province siciliane, compromettendo significativamente la produzione. A ciò si aggiungono gli effetti della crisi internazionale, con l’aumento dei costi di gasolio e fertilizzanti, e le pratiche di svalutazione del prodotto in alcune insegne della Gdo. Il presidente Gerardo Diana evidenzia come la filiera abbia comunque garantito standard qualitativi elevati, nonostante le difficoltà. Tuttavia, la riduzione della redditività e l’incremento dei costi stanno mettendo a rischio la sostenibilità dell’intero comparto.

Tra le misure richieste: il saldo immediato delle pratiche Agea entro il 30 giugno, semplificazioni burocratiche, interventi sulle accise del gasolio, rafforzamento delle coperture assicurative e norme contro le svendite. Il Consorzio sollecita inoltre sgravi logistici e nuovi strumenti per l’innovazione e la difesa attiva. L’obiettivo è evitare una crisi strutturale del settore agrumicolo siciliano e garantire continuità produttiva a un comparto strategico per l’agroalimentare italiano.

Torna in cima