Bruxelles (Belgio) – La presenza del bisfenolo A (Bpa) nei materiali a contatto con gli alimenti è tornata al centro del dibattito a seguito di un post social del professor Matteo Bassetti, infettivologo presso il Policlinico San Martino di Genova. Che ha richiamato l’attenzione sui possibili rischi legati all’esposizione al Bpa, definendolo “un interferente endocrino, potenzialmente associato a infertilità, pubertà precoce, obesità, diabete e tumori ormono-dipendenti”. Si tratta di una sostanza chimica utilizzata dagli anni Sessanta per produrre plastiche e resine, in particolare policarbonati e rivestimenti epossidici impiegati anche all’interno di lattine e barattoli metallici. Può migrare in piccole quantità negli alimenti, motivo per cui negli anni è stato oggetto di valutazioni scientifiche.
Le parole di Bassetti hanno riacceso l’interesse su una partita normativa già definita a livello europeo dal Regolamento 2024/3190 (approfondisci qui). Da gennaio 2025, infatti, l’Ue ha sancito lo stop al bisfenolo A nei materiali a contatto con alimenti, vietandone l’impiego in imballaggi e rivestimenti interni. Il provvedimento recepisce le indicazioni scientifiche dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare, che ha rivisto al ribasso la soglia di esposizione tollerabile.
Per la filiera agroalimentare restano centrali le tempistiche di adeguamento: i monouso potranno essere commercializzati fino al 20 luglio 2026, con eccezioni fino al 20 gennaio 2028 (come nel caso dell’ortofrutta); gli articoli riutilizzabili fino al 20 luglio 2027, con deroghe fino a gennaio 2029 per alcune attrezzature professionali. Esaurite le scorte, non saranno più consentite nuove immissioni sul mercato.