Molestie in Confcommercio: tra accuse e smentite

2018-11-02T11:17:32+02:002 Novembre 2018 - 10:39|Categorie: Mercato, Retail|Tag: , |

Milano – E’ caos in Confcommercio, tra accuse di molestie, minacce, giri di denaro sospetti e licenziamenti improvvisi. Come riporta il Corriere della Sera, tutto nasce il 7 giugno 2018, quando il presidente Carlo Sangalli, 81 anni (in foto), riceve una lettera da tre dei sette vicepresidenti che lo accusano di non poter più restare in carica. Il motivo? “Ragioni etico-morali” legate a presunte molestie verso la sua ex segretaria. Proprio a lei, in uno studio notarile di Roma, Sangalli lascia nel gennaio di quest’anno 216mila euro, senza specificare la motivazione. Testimone anche Francesco Rivolta, direttore generale di Confcommercio. Sangalli sostiene di aver pagato “perché costretto da una vera e propria violenza psicologica” e di aver voluto salvaguardare “la Confederazione e la serenità della sua famiglia”. Stando così le cose, “potrebbe trattarsi di un risarcimento”, ipotizza il Corriere. Ma la vicenda non finisce qui. Di fronte alle accuse Sangalli presenta una querela “per diffamazione aggravata” e controbatte parlando di una “campagna denigratoria”. In più, il 5 ottobre, licenzia il direttore generale Rivolta, con cui la ex segretaria lavorava dal 2012. Ma Rivolta accusa il presidente di non essere legittimato a mandarlo via, e scrive al consiglio federale tutta la sua “preoccupazione per le conseguenze” dei comportamenti di Sangalli.

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