Roma – Il Coronavirus mette in grave crisi il mondo dei Pubblici Esercizi, un settore fatto di 300mila imprese e un milione di lavoratori, colpiti dai provvedimenti annunciati dal Governo nella notte fra sabato e domenica. La Fipe, la Federazione italiana per i pubblici esercizi, però, sottolinea in una nota che “è un dovere per la tutela della salute pubblica, prima ancora che delle stesse attività economiche, far presente che alcune disposizioni appaiono incoerenti e altre risultano di difficile applicazione, come la regola che riversa sulle imprese l’onere di tenere i clienti alla distanza di un metro”. Nonostante ciò, tanti si stanno impegnando a garantire la vivibilità e il servizio alle comunità in cui operano. La Federazione evidenzia che in questa situazione drammatica è necessario approvare un Piano economico straordinario: “Vanno estese le misure previste per le zone chiuse a tutto il territorio nazionale, aprire la cassa in deroga per almeno 6 mesi a tutte le imprese di tutte le Regioni, far slittare tutte le scadenze fiscali a fine anno, fermarecgli sfratti per morosità, individuare un meccanismo di credito di imposta che sostenga, almeno parzialmente, le perdite documentabili delle imprese”.
Diretta Coronavirus/Fipe: “Misure devastanti. Occorre piano straordinario”.
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