Esselunga, trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale

2026-02-18T10:40:45+02:0018 Febbraio 2026 - 10:40|Categorie: in evidenza, Retail|Tag: |

Milano – E’ in corso la trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale di Esselunga, scaduto nel 2007, dei lavoratori Esselunga. Riguarda circa 27mila addetti. Ricordiamo che il contratto integrativo norma una serie di aspetti non contenuti nel Ccnl, il contratto collettivo di categoria. Per legge deve essere migliorativo rispetto al Ccnl, altrimenti non ha ragione di esistere. I sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno redatto un comunicato nelle scorse settimane: “L’obiettivo”, spiegano, “è migliorare le condizioni di lavoro e aumentare il salario, attraverso una serie di istanze rivolte sia ai full time che ai part time, alle nuove generazioni quanto ai dipendenti più anziani, a chi lavora nei negozi e nelle attività legate all’e-commerce, alla produzione e alla lavorazione degli alimenti recentemente internalizzate”.

La nota dei sindacati è stata duramente criticata da Cub (Confederazione unitaria di base): “L’azienda chiede maggiore flessibilità e i confederali sono ben contenti di concedergliela”. Esselunga “propone il superamento della modularità quale strumento principale per l’articolazione della struttura degli orari di lavoro per sostituirlo con la cosiddetta ‘multiperiodicità‘ ovvero applicando una flessibilità estrema. L’azienda, stilato un piano annuale, potrà programmare periodi di lavoro nei quali i lavoratori si vedrebbero impiegati non secondo il loro normale orario settimanale, ma per 45/50 o 56 ore e altri periodi ad orario ridotto andando a compensare il surplus generato in monte ore”, sempre secondo Cub.

Una proposta definita “Un bel salto di oltre cinquant’anni all’indietro in quanto al diritto di ogni individuo di programmare la propria vita personale conciliando i tempi di lavoro con quelli dedicati alla famiglia o alla propria persona”, si legge nella nota della Cub. Esselunga chiede poi maggior impegno verso la “polivalenza”, che “significa solo flessibilità estrema, dove il lavoratore potrà essere liberamente e legalmente demansionato e fatto girare come una trottola a piacimento del direttore/responsabile di turno”, prosegue il comunicato Cub, che rimette al centro l’importanza di ottenere “consistenti aumenti salariali”.

Premesso che il tema della polivalenza è ormai un dato di fatto, come si nota quotidianamente nei punti vendita, vedremo come proseguirà la trattativa. Che è in qualche modo collegata anche alla chiusura dell’hub di Nichelino, nel torinese (leggi qui), per riportare l’e-commerce in gestione ai singoli punti vendita: segno che l’organizzazione del lavoro sta cambiando.

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