Firenze – Secondo il report di Online Brand Protection – Overview 2025, commissionato dal Consorzio Vino Chianti, negli ultimi sei mesi sono stati individuati oltre 2.500 contenuti online che utilizzano in modo improprio la denominazione Chianti.
In dettaglio, sono stati identificati 2.507 contenuti riconducibili a usi non autorizzati della denominazione, ospitati su 411 siti web differenti, presenti su numerose piattaforme di e-commerce internazionali e diffusi anche attraverso social network e nomi a dominio contenenti il termine Chianti.
Una parte rilevante delle violazioni riguarda prodotti potenzialmente contraffatti, wine kit per la produzione domestica di vino, vini venduti in formati non consentiti, o usi impropri del marchio per abbigliamento, accessori, bicchieri e altri articoli, ma anche siti di phishing che utilizzavano immagini e riferimenti al Chianti per finalità ingannevoli.
“Il report dimostra con chiarezza quanto il nome Chianti sia oggi esposto a utilizzi impropri e strumentali, soprattutto online”, afferma Giovanni Busi (foto), presidente del Consorzio Vino Chianti. “Difendere il nome Chianti significa difendere un patrimonio collettivo, il territorio e la credibilità della denominazione sui mercati internazionali”. Accanto all’attività di monitoraggio, nel corso del 2025 il Consorzio ha rafforzato l’azione di enforcement, che ha portato alla rimozione di 1.091 contenuti illeciti dal web.