Roma – Confagricoltura lancia l’allarme sull’aumento dei prezzi dei fertilizzanti, che alla vigilia delle semine di mais, soia e sorgo nel Nord Italia rischia di compromettere le produzioni agricole. Le abbondanti piogge hanno già reso difficili le operazioni nei campi e la situazione è aggravata dall’instabilità geopolitica e dai mercati incerti.
La guerra in Medio Oriente ha provocato forti rincari di fertilizzanti, energia e carburanti, con aumenti che sfiorano il 50%, incidendo direttamente sulla quantità e qualità dei raccolti, compreso il grano destinato alla filiera di pane e pasta. In alcune aree il prezzo dell’urea (uno degli input dei fertilizzanti) è salito da 55 a 75 euro al quintale, e si segnalano anche carenze di prodotto attribuite a fenomeni speculativi. Anche il gasolio agricolo è aumentato rapidamente, passando da circa 0,80 a oltre 1,20 euro al litro, rendendo i costi di produzione sempre più difficili da sostenere. A pesare sul settore contribuiscono inoltre tensioni commerciali internazionali, crisi climatica, aumento delle malattie delle piante e l’incremento generale dei costi.
La situazione è resa più complessa anche dal Cbam, il meccanismo europeo che impone costi aggiuntivi sulle importazioni di fertilizzanti ad alta intensità di carbonio. Confagricoltura chiede quindi interventi urgenti a livello nazionale ed europeo per contrastare le speculazioni e salvaguardare il settore agricolo e l’economia.