Giansanti (Confagricoltura): “I tagli alle esportazioni di grano dalla Russia non avranno conseguenze per l’Ue”

2022-01-10T10:06:14+02:0010 Gennaio 2022 - 10:06|Categorie: Grocery|Tag: , , , , |

Roma – Le autorità della Federazione russa, primo esportatore di grano a livello mondiale, hanno deciso di limitare le vendite di cereali all’estero. L’obiettivo è tentare di frenare il fenomeno inflattivo interno al Paese. Secondo quanto comunicato a Mosca dal ministero dell’Economia, dal 15 febbraio al 30 giugno 2022 le esportazioni di grano russo saranno limitate a otto milioni di tonnellate, una in meno rispetto alle iniziali previsioni. Nel 2021, nello stesso arco temporale, le esportazioni complessive di cereali avevano raggiunto i 17,5 milioni di tonnellate. Per quest’anno è invece prevista una riduzione di 3,5 milioni di tonnellate. Una decisione che secondo Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, non avrà alcuna ripercussione sul commercio europeo: “A differenza del gas, l’Unione europea non dipende dalle importazioni di cereali dalla Federazione russa per soddisfare il fabbisogno interno. Le limitazioni dell’export decise a Mosca non avranno un impatto diretto sugli Stati membri. Anzi, aumenterà la competitività della produzione europea sui mercati internazionali”. In particolare, per quanto riguarda il Bel Paese, “il 2021 si è chiuso con un ammontare di esportazioni agroalimentari superiore ai 50 miliardi, record storico”, sottolinea il presidente di Confagricoltura. “Per i cereali l’obiettivo è ora quello di aumentare la produzione italiana e di rafforzare il comparto, grazie ai contratti di filiera finanziati in primo luogo con le risorse del Pnrr”.

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