Roma – Sono stati consegnati oggi i primi due premi destinati alle studentesse dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e dell’Università di Udine, vincitrici dei bandi finanziati da Confagricoltura Donna. Il risultato che concretizza uno dei percorsi avviati dall’Organizzazione e che assume un valore particolare perché celebrato a pochi giorni dall’8 marzo, Giornata internazionale della donna.
Il premio destinato alla studentessa del Campus Bio-Medico di Roma è stato consegnato a Palazzo della Valle, sede nazionale della Confederazione.
L’iniziativa rientra nel progetto ‘Agricoltura e Stem: la sfida di Confagricoltura Donna’, avviato nel 2025 con diversi Atenei italiani per rafforzare la presenza femminile nei processi di innovazione applicati al settore agricolo e per creare un collegamento stabile tra mondo produttivo, università e ricerca. In questa prospettiva, Confagricoltura Donna ha attivato collaborazioni con l’Università Campus Bio-Medico di Roma, l’Università di Udine, l’Università della Tuscia, l’Università di Padova, l’Università di Perugia e l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari, per promuovere nuovi talenti e proporre un modello replicabile di interazione tra sistema universitario e rappresentanza agricola, orientato alla costruzione di una visione contemporanea dell’agricoltura. Gli Atenei si sono avvalsi di una commissione valutatrice con al suo interno una rappresentante di ConfagricolturaDonna.
Per sostenere e valorizzare questa evoluzione, ConfagricolturaDonna ha istituito un premio in denaro di 1.000 euro – destinato a una laurea magistrale in Innovazione e Sostenibilità in Agricoltura – assegnato attraverso un bando che in poco tempo ha prodotto buoni risultati: in questa prima manche si sono già candidate 30 tesi, di cui 26 provenienti dall’Università di Udine e 4 dall’Università Campus Bio-Medico di Roma.
Le premiate sono Elisabetta Vivino (Università Campus Bio-medico di Roma) per la tesi ‘Emerging contaminants in agriculture: impacts of polystyrene nanoplastics on durum wheat’ e Alessia De Giorgi (Università degli studi di Udine) per la tesi ‘Potenzialità d’impiego della camola della farina per la detossificazione e bioconversione di substrati contaminati da AFB1′.
In foto: Roberto Caponi, Elisabetta Vivino, Valentina Grippo, Alessandra Oddi Baglioni