Moena (Tn) – Il Consorzio di tutela del formaggio Puzzone di Moena Dop ha richiesto al ministero dell’Agricoltura la duplice possibilità di utilizzare sia il latte crudo sia quello termizzato per la produzione della Dop trentina.
Da aprile 2025, il Masaf aveva concesso una deroga per produrre per un anno il Puzzone di Moena sottoponendo il latte a termizzazione a 64 gradi per un massimo di 40 secondi. Come spiega il Corriere del Trentino, questo intervento è legato alla presenza, certificata solo dal 2022, di Escherichia Coli Stec in almeno il 5% delle forme prodotte. Gli Stec possono causare gravi malattie, come la colite emorragica e la sindrome emolitico-uremica, specialmente nella categorie più fragili, come bambini, anziani e donne in gravidanza. Con la termizzazione si riduce il rischio di presenza di Stec nel formaggio, anche se non lo si esclude del tutto.
Con l’avvicinarsi della scadenza dei 12 mesi, il Consorzio ha deciso all’unanimità di voler proseguire offrendo ai caseifici (due privati e i quattro sociali di Cavalese, Predazzo, Val di Fiemme e Primiero) la duplice possibilità di produrre il formaggio con latte crudo, come da disciplinare originario, o con latte termizzato.
Recentemente, anche il Consorzio della Fontina Dop ha ammesso l’uso di latte termizzato, nonché la possibilità di sottoporre le forme marchiate a trattamento Hpp, proprio allo scopo di aumentare la sicurezza alimentare del prodotto.