Import arance egiziane con residui vietati: il Consorzio dell’Arancia Rossa di Sicilia Igp lancia l’allarme

Catania – A gennaio è stata intercettata una spedizione di arance provenienti dall’Egitto contenenti residui di pesticidi vietati in Italia, 0,21 mg/kg di Chlorpropham, un erbicida e regolatore di crescita bandito nell’Ue dal 2019, ovvero fino a ventuno volte superiore al precedente limite massimo consentito. La notizia, riportata dal Sistema di allerta rapida per alimenti e mangimi (RASFF), ha generato un allarme da parte del Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia Igp, al fine di tutelare consumatori e produttori italiani. “Non è accettabile, ora più che mai, che esistano standard differenti sulla sicurezza alimentare, in Italia e in Europa i limiti sui residui sono giustamente stringenti, a tutela della salute di tutti i cittadini”, spiega Gerardo Diana, presidente del Consorzio.

Il Consorzio siciliano, che da anni denuncia la concorrenza sleale di paesi come l’Egitto, ora chiede interventi e un rafforzamento dei controlli sia alle frontiere sia all’interno di ogni Stato membro europeo. L’arrivo di arance trattate con pesticidi proibiti mette infatti a rischio la salute dei consumatori europei, alimenta una concorrenza sleale nei confronti dei produttori italiani, introduce patogeni e parassiti delle piante da quarantena non ancora presenti in Europa.

Il Consorzio Clementine di Calabria Igp esprime sostegno all’allarme lanciato dal Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia Igp. “Facciamo nostre le preoccupazioni espresse dal Consorzio dell’Arancia Rossa di Sicilia Igp”, dichiara la presidente Maria Salimbeni, “perché il problema riguarda direttamente anche il settore delle clementine”.

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