Bordeaux (Francia) – Non ci sarebbe alcun legame tra la morte di un lattante, avvenuta a Bordeaux a inizio gennaio, e i grossi richiami di latte in polvere per l’infanzia, disposti nelle medesime settimane da alcuni colossi del settore alimentare, come Nestlé, Lactalis e Danone. La misura precauzionale era dovuta alla possibile presenza di cereulide, una tossina che causa nausea e vomito con complicanze anche gravi.
Le analisi del latte ingerito dal neonato, condotte in Francia dall’Anses, l’ente nazionale per la sicurezza sanitaria, e successivamente da un laboratorio in Belgio, non hanno evidenziato la presenza della tossina cereulide, precisa la procura di Bordeaux.
Secondo quanto si legge su France Info, invece, “una dose ‘anomala’ della tossina cereulide è stata rinvenuta nel latte artificiale consumato da un neonato deceduto a dicembre ad Angers, senza che al momento sia stato stabilito alcun nesso con la sua morte, come riferito dagli avvocati della famiglia del bambino”.