Bruxelles (Belgio) – La Commissione europea ha presentato una proposta legislativa, denominata Industrial Accelerator Act, con l’obiettivo di rafforzare e tutelare il sistema industriale europeo dalla concorrenza internazionale, in particolare da quella cinese. Il provvedimento prevede, in alcuni comparti strategici, l’introduzione di quote minime di componenti prodotti in Europa e l’applicazione di criteri ambientali negli appalti pubblici e nell’assegnazione dei sussidi nazionali, come riportato da Il Sole 24 Ore.
Per esempio, l’alluminio acquistato tramite appalti pubblici dovrà provenire per almeno il 25% dall’Europa; per l’acciaio non saranno previsti vincoli geografici di origine, ma almeno il 25% dovrà essere a basse emissioni di carbonio. Un successivo atto delegato della Commissione stabilirà inoltre quali Paesi terzi potranno essere esclusi dai meccanismi di preferenza europea. “Escluderemo quelli che non rispettano le regole o che rappresentano un rischio per la nostra sicurezza economica”, ha dichiarato il commissario al mercato unico Stéphane Séjourné.
“Quello che presentiamo oggi non è soltanto un cambiamento nelle modalità operative, ma un vero cambio di impostazione”, ha aggiunto Séjourné. “Gli eventi in corso, in particolare in Iran, lo dimostrano sempre di più: dobbiamo rafforzare i nostri settori strategici. Senza una solida base industriale non può esistere un modello sociale europeo, né una transizione climatica efficace, né una reale autonomia strategica”.
La Commissione intende inoltre introdurre nuove condizioni per gli investimenti provenienti dall’estero. Le aziende che detengono oltre il 40% della produzione globale in un determinato settore e che intendono investire più di 100 milioni di euro nell’Unione dovranno garantire, tra le altre cose, la creazione di posti di lavoro qualificati in Europa, almeno la metà di quelli generati dall’operazione.
Bruxelles – riporta ancora il quotidiano economico – punta a riportare entro il 2035 il peso dell’industria al 20% del PIL dell’Unione, rispetto all’attuale 14%.