Cesena (Fc) – Le tensioni geopolitiche e il rialzo dei costi stanno esercitando una forte pressione sulla filiera ortofrutticola dell’Emilia-Romagna, con possibili ripercussioni sui listini nell’ordine del 20–30% nei prossimi mesi. Secondo quanto evidenziato da Ernesto Fornari, direttore generale del Gruppo Apofruit, in un’intervista a Il Sole 24 Ore, il comparto si trova ad affrontare un incremento generalizzato dei costi lungo tutta la catena del valore. Il carburante ha registrato un aumento significativo, passando da circa 1,70 euro al litro nel periodo pre-conflitto a picchi di 2,20 euro (+25/30%), mentre il gasolio agricolo è salito da 0,70 a 1,20 euro al litro. Sul fronte degli input produttivi, i fertilizzanti segnano rincari intorno al +20% e i costi dei container risultano raddoppiati, con un impatto diretto sulla competitività delle esportazioni. Permangono inoltre criticità logistiche sulle rotte internazionali: alcune direttrici restano non pienamente operative e il rallentamento dei collegamenti verso mercati strategici, come quelli del Golfo, penalizza in particolare prodotti come mele e kiwi, riducendo le opportunità di export. A queste dinamiche si aggiungono ulteriori pressioni legate ai consumi energetici per i sistemi di refrigerazione e ai possibili rincari fino al 20%, nei prossimi mesi, dei materiali plastici per il packaging. In questo contesto, il rischio concreto è che una quota significativa degli extracosti venga trasferita lungo la filiera fino al consumatore finale.
Ortofrutta, pressione sui costi: rischio rincari del 30% nella filiera emiliano-romagnola
Margherita Luisetto2026-04-08T10:25:11+02:008 Aprile 2026 - 10:25|Categorie: Ortofrutta|Tag: Apofruit, Crisi del Golfo, ortofrutta|
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