Piacenza – Preoccupazione tra i produttori di pomodoro da industria del Nord Italia in vista della campagna 2026. È quanto emerso dalla riunione del coordinamento di Confagricoltura Nord Italia, svoltasi venerdì 6 febbraio a Parma, dedicata alla pianificazione produttiva e alle criticità di una fase ancora priva di certezze sull’accordo quadro. Al centro del confronto il rischio di un aumento non programmato delle superfici coltivate, che potrebbe compromettere l’equilibrio dell’intera filiera. I rappresentanti agricoli hanno sottolineato la necessità di evitare eccessi produttivi, richiamando le organizzazioni dei produttori a una gestione responsabile dei quantitativi. Un’attenzione particolare è stata posta sul ruolo del territorio piacentino, seconda provincia italiana per superfici dedicate alla coltura, con oltre 10mila ettari.
Secondo i dati dell’OI Pomodoro da Industria Nord Italia, nella campagna 2025 il distretto ha trasformato circa 3,12 milioni di tonnellate di prodotto su oltre 45mila ettari, con una resa media di 69,3 tonnellate per ettaro. Numeri considerati prossimi al limite massimo di sostenibilità del sistema, che rendono imprescindibile il rispetto della programmazione.
Altro nodo centrale riguarda la tabella qualità: i produttori hanno ribadito la contrarietà a una sua revisione, ricordando come sia stata aggiornata solo lo scorso anno per migliorarne trasparenza e oggettività. Una sua modifica, è stato sottolineato, introdurrebbe ulteriore incertezza in una fase che richiede invece stabilità e pianificazione rigorosa per giungere alla definizione dell’accordo quadro.