Treviso – “Il Prosecco è uno dei simboli più forti del Veneto nel mondo e il risultato di un lavoro collettivo costruito nel tempo. […] La vera sfida oggi non è la crescita in sé, ma la capacità di continuare a proteggere questo patrimonio senza mai darlo per acquisito”, lo afferma Settimo Pizzolato (foto), presidente del Gruppo Vinicolo, Distillati e Liquori di Confindustria Veneto Est.
Secondo dati recenti, il Prosecco Doc ha chiuso il 2025 con 667 milioni di bottiglie imbottigliate (+1,1% sul 2024) e oltre l’82% della produzione destinata all’export, per un valore stimato alla produzione di oltre 3 miliardi di euro. Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg ha registrato circa 98 milioni di bottiglie (+8%), mentre la Docg Asolo Prosecco è la denominazione più dinamica, con oltre 32 milioni di bottiglie imbottigliate e una crescita del 16% rispetto al 2024.
Nel primo bimestre del 2026, il Prosecco Doc ha registrato un calo tecnico dell’imbottigliamento rispetto allo stesso periodo del 2025. Secondo Pizzolato, questo è collegato a una diminuzione della domanda: “Le giacenze in cantina sono aumentate del +5,8%, a dimostrazione che le aziende hanno gestito l’imbottigliamento per consentire ai mercati esteri, in particolare gli Usa, di smaltire le scorte accumulate nei primi mesi del 2025 per tutelarsi dai possibili dazi”. Positive le previsioni sulla Pasqua, dove le stime sugli ordini indicano un +4% rispetto al 2025.