Madrid (Spagna) – Il mercato della carne in Spagna sta vivendo una fase di profonda trasformazione, documentata dai dati di NielsenIQ, e discussi durante il congresso di Aecoc (l’Associazione Spagnola dei Produttori e Distributori) che si è tenuto in questi giorni. Nel 2025, il settore ha raggiunto un valore di 22,6 miliardi di euro, trainato da una crescita dell’8,1% nel segmento della carne fresca. Tuttavia, l’inflazione ha spinto gli spagnoli verso strategie di risparmio, preferendo proteine più accessibili come pollo e maiale, che insieme rappresentano oltre il 51% delle vendite, a scapito di carni più costose come manzo o agnello. Un segnale del cambiamento delle abitudini è il boom dei piatti pronti a base di carne, che hanno registrato una crescita a doppia cifra toccando i 605 milioni di euro. Questo successo è alimentato dalla ricerca di praticità e dal consolidamento del canale del ‘libero servizio’, ovvero supermercati e ipermarket, che ormai gestiscono il 68% delle vendite totali rispetto alle macellerie specializzate.
Spagna / Nel 2025 il comparto carni vale 22,6 mld di euro
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