Verona – Buone notizie per il vino italiano. L’export nei mercati extra europei dei primi quattro mesi è cresciuto del +5,1%. In particolare, spiega l’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, aumenta nei 10 mercati extraeuropei più importanti, che valgono la metà delle esportazioni vitivinicole italiane. Il primo bimestre è stato ottimo, mentre sul secondo ha pesato ovviamente la pandemia globale. Decisiva l’ottima prestazione negli Stati Uniti (+10,8%, per 613 milioni di euro, nei primi due mesi il dato era a +40%) e in Canada (+7,1%, per 116 milioni di euro). In aprile, a causa del blocco, si sono avuti risultati positivi solo in Canada, Russia e Corea del Sud. Negli altri mercato, sempre in aprile, il calo va dal -5,2% (a valore) del Giappone al -12,5% degli Usa; dal -26% della Svizzera al -48% della Cina, per un deficit complessivo sullo stesso mese 2019 del -7,2%, contro però il -22,2% francese. Secondo l’Osservatorio, saranno decisivi i prossimi mesi: la crisi morderà ancora e bisognerà fare i conti con un minor potere di acquisto da un lato, e con lo smaltimento dell’invenduto dall’altro.
Vinitaly-Nomisma: esportazioni extra Ue in aumento del +5,1% nei primi quattro mesi
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