Allarme manodopera in agricoltura: l’analisi di Cso Italy

Ferrara – La mancanza di manodopera straniera, dovuta alle limitazioni nella libera circolazione dei lavoratori, rischia di paralizzare il settore agricolo, come evidenzia un’analisi realizzata da Cso Italy – Centro servizi ortofrutticoli. L’indagine è stata realizzata su un campione di soci in alcune grandi aeree di produzione (Emilia Romagna, Trentino, Piemonte, Campania e Lazio) e focalizzata su alcune colture, sia frutticole che orticole. In base al campione analizzato, nel triennio 2017-2019 i produttori hanno impiegato circa 53mila lavoratori stagionali, di cui il 44,6% stranieri e per la maggior parte impegnati nelle operazioni di raccolta (77,2%). Circa il 51% proviene dall’Est Europa e a seguire dall’Africa. Una situazione paragonabile a quella dei principali Paesi agricoli europei (Belgio, Francia, Spagna, Polonia, Germania), che necessitano tra i 20mila e i 300mila lavoratori stagionali. “L’elemento in comune tra questi Paesi è l’impellente necessità di creare un sistema capace di coniugare la disponibilità di manodopera e il rispetto delle precauzioni sanitarie anti Covid-19”, sottolinea l’associazione, che auspica anche per l’Italia l’introduzione della “quarantena attiva”, già attivata in alcuni Paesi come Polonia, Germania e Francia.


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