Assocaseari, il punto settimanale sul mercato: prezzi altalenanti, ma positivi

Cremona – L’analisi degli andamenti della scorsa settimana, a cura di  Assocaseari, rivela un mercato caratterizzato da prezzi altalenanti, più alti a inizio settimana a calare verso il venerdì. Di seguito il commento integrale, firmato da Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli:

Latte crudo estero con grosse differenze di prezzo tra ciò che è di origine tedesca e/o olandese, dove le richieste viaggiano ancora sui 0,38 €/kg, mentre per le altre origini si toccano anche prezzi di 0,34 €/kg. Anche sulla crema, Olanda e Germania partite chiedendo 1,70 €/kg mentre altre origini offrivano anche a 1,63 €/kg, ma con giovedì anche gli esosi sono scesi a più miti consigli. Latte scremato già da lunedì batte la fiacca con offerte che erano a 0,20 €/kg e venerdì erano addirittura a 0,19 €/kg. Suddetti prezzi si intendono reso Nord Italia. Il mercato nazionale a inizio settimana ha goduto di un effetto ripartenza, con prezzi in aumento e latte crudo trattato addirittura a 0,37 €/kg. Purtroppo questo entusiasmo si è pacato molto nella seconda parte della settimana dove, un po’ forse per minor domanda, un po’ forse per maggiore offerta, ma i prezzi sono tornati a 0,35 €/kg.

-La crema nazionale di qualità ha invece un andamento diverso, con quotazioni spesso sopra il bollettino, ma non è così per tutti. Latte scremato con pochissima domanda.

– Il bollettino del burro di Kempten mercoledì è salito di € 0,10 sul minimo e di € 0,05 sul massimo, rispettivamente 3 ,10 e 3,20 €/kg, media 3,15 €/kg, avvicinandosi, ma non ancora raggiungendo, le reali quotazioni di mercato del burro tedesco. L’Olanda ha aumentato di € 0,02 e passa a 3,12 €/kg, invariata la Francia a 3,17 €/kg. La media dei tre bollettini è di 3,147 €/kg. Da notare che dopo tanti anni il bollettino di Milano è pari al livello massimo di Kempten. Sul mercato i conti non tornano perché con la crema tedesca offerta a 1,70 €/kg il burro dovrebbe avere quotazioni ben più alte di quelle a cui viene offerto; nonostante questo, le quotazioni sono assolutamente in linea a quelle di settimana scorsa, addirittura con qualche cedimento al ribasso e offerte di altre origini a prezzi decisamente più bassi. Non manca nemmeno l’offerta di burro di siero, in alcuni casi poco sopra i 3,00 €/kg. La scorsa settimana sono state abbastanza sostanziose le consegne di burro allo stoccaggio privato, 6.600 ton circa. La parte del leone la fa come al solito l’Olanda, con poco meno di 3.000 ton, seguita da Germania con 1.600 ton e Irlanda con 1.200 ton. Per la prima settimana, anche l’Italia ha stoccato 27 ton. In totale, sono state stoccate circa 43.000 ton.

– Tutti e tre i bollettini del latte in polvere in rialzo, ma ancora con quotazioni che, a parte il caso francese, sono molto al di sotto dei prezzi di mercato. Le richieste attuali vanno da 2.450 €/ton dei soliti esosi a 2.300 €/ton di quelli un po’ più realistici. Sul mercato nazionale, l’effetto ripartenza sul latte in polvere si è sentito molto, con qualche azienda che dopo tre mesi di fabbisogno zero ha ricominciato a richiedere consegne su contratto. E’ chiaro che l’effetto di ripresa si è in parte amplificato, oltre che dalla speranza di ricominciare a vendere anche dal bisogno di creare scorte. E’ stata la settimana con il più alto quantitativo consegnato allo stoccaggio privato, ben 3.300 ton, di cui 2.200 ton dalla Germania e 1.000 ton della Olanda. In totale in cinque settimane consegnate solo 9.000 ton.

Siero in polvere sempre incredibilmente stabile su tutti e tre i bollettini che prendiamo in considerazione.

– Inversione di rotta per le quotazioni medie europee dei formaggi che questa settimana aumentano: gouda a 3,07 €/kg, edamer a 2,92€/kg, cheddar a 3,01 €/kg ed emmentaler a 4,77 €/kg. In Italia, continua anche questa settimana, seppur più dolcemente, il calo delle quotazioni del grana padano e del parmigiano reggiano nelle principali Borse Merci. Questa settimana sono state stoccate 1.865 ton di formaggio, mentre dall’apertura dell’ammasso 42.300 ton circa, cioè il 42% del quantitativo totale stoccabile. Irlanda, Spagna, Italia, Lituania, Svezia e Regno Unito hanno raggiunto il 100% del quantitativo massimo stoccabile.


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