Caso ‘Valdobbiadene Docg’: il Consorzio del Prosecco Superiore fa chiarezza

Solighetto (Tv) – Il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg prova a mettere chiarezza nell’animato dibattito sull’opportunità o meno dell’utilizzo della sola indicazione territoriale ‘Valdobbiadene Docg’ a scapito della dicitura ‘Prosecco’. “Va sottolineato che a oggi il disciplinare prevede la possibilità di riportare in etichetta anche solo il nome della località senza la parola Prosecco (ad esempio Valdobbiadene Docg oppure Conegliano Docg oppure Conegliano Valdobbiadene Docg)”, si evidenzia in una nota, in cui si specifica che a oggi è il 92% delle bottiglie di Conegliano Valdobbiadene a riportare in etichetta il termine Prosecco Superiore, oltre al luogo di origine. “Vale la pena però ricordare che nel 2009, quando si mise ordine al mondo Prosecco con la distinzione di Doc e Docg, tutti i produttori procedevano insieme, mossi dall’idea condivisa di tutelare il nome Prosecco, di garantire una trasparenza del mercato e qualità del prodotto a favore anche del nostro territorio. In particolare, si voleva disinnescare la minaccia di produttori italiani e stranieri che avrebbero coltivato il vitigno altrove e prodotto il Prosecco in tutto il territorio nazionale e anche all’estero. Questi obiettivi sono stati raggiunti ampiamente e il successo derivato da queste scelte è stato un successo di tutti e di cui tutta la denominazione sta godendo. […] Il lavoro del Consorzio però non è terminato con il successo commerciale e burocratico di tutela di un marchio ma procede spedito oggi con la valorizzazione della qualità del prodotto e la diffusione tra i consumatori italiani e stranieri della conoscenza del suo territorio d’origine, le colline tra Conegliano e Valdobbiadene oggi insignite del riconoscimento Unesco”.


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