Crisi gruppo Kipre (1): verso il concordato?

Sossano (Vi) – È crisi per il gruppo Kipre, che molti conoscono per i marchi Principe di San Daniele e King’s. Lo ha comunicato Vladimir Dukcevich, amministratore delegato, ai suoi dipendenti, nel corso di una riunione che si è tenuta ieri. Nella stessa giornata si era diffusa la voce che Kipre avesse portato i libri in tribunale. Tra le ipotesi allo studio, la possibilità del ricorso al concordato in continuità. Si avvia ora una fase interlocutoria per il gruppo. Principe di San Daniele e King’s, due tra i più noti brand di prosciutto, hanno celebrato nel 2017 il 110° anniversario. Le aziende, che fanno parte del gruppo Kipre, sono guidate dalla famiglia Dukcevich, in particolare da Mario Dukcevich, la moglie Sonia e i figli Vladimir e Paola, rispettivamente amministratore delegato e responsabile marketing. Il gruppo ha chiuso il 2017 con un fatturato di 164 milioni di euro, grazie a sei stabilimenti produttivi in Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna per un totale di 550 occupati. Venduti, sempre nel 2017, 478mila prosciutti Dop, 763mila prosciutti crudi, 19 milioni di vaschette di preaffettato e 49 milioni di confezioni di wurstel. Mario e Sonia Dukcevich hanno voluto rendere nota la situazione in un comunicato su Il Sole 24 Ore, che qui riportiamo in toto:

“Abbiamo deciso di pubblicare e diffondere questo comunicato per il profondo rispetto che osserviamo verso il mondo imprenditoriale al quale apparteniamo da oltre 70 anni.

Assieme alla mia famiglia ho portato il Gruppo Kipre, che molti conoscono per i marchi Principe e King’s, ai vertici del settore dei salumi di alta qualità, con l’orgoglio di aver diffuso nel mondo l’immagine eccezionale del made in Italy.

Gli ultimi dieci anni ci hanno visto attraversare una crisi economica globale tremenda, con sacrifici ed entusiasmo, fatica e convinzione.

Nell’ultimo periodo abbiamo sostenuto un piano industriale che, finalmente, prevedeva la crescita, ambizioso, un progetto di ampio respiro, oculato, minuziosamente pianificato e duramente collaudato, che ha ricevuto da subito il consenso del ceto creditizio.

Per tutti questi motivi abbiamo deciso di investire nel nostro Gruppo affidando il piano di sviluppo al mondo bancario e, per il lavoro svolto, vogliamo ringraziare in particolare Banco BPM, Friuladria, Prima Cassa e Anthilia che hanno approvato di sostenere finanziariamente il nostro progetto, e tutte le altre banche che ci hanno sempre sostenuto.

Al contrario, chi per prima aveva assicurato consenso e sostegno, senza nemmeno una spiegazione né alcuna comunicazione, ha reso vano ogni nostro sforzo.

Per questo io e mia moglie, compagna di una vita, abbiamo deciso di non dare esecuzione a nessun progetto e abbiamo consigliato ai nostri figli, Paola e Vladimir, di andarsene all’estero.

Attraverso questa pagina vogliamo ringraziare prima di tutti i nostri dipendenti e collaboratori che sono la vera ricchezza del nostro Gruppo e che quindi hanno ricevuto tutte le loro competenze.

Dalla settimana prossima il Gruppo sarà gestito da professionisti da noi incaricati a tutelare i diritti di chiunque e per valutare tutte le opzioni finanche quella della cessione delle aziende, nel solo interesse della continuità aziendale.”


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