Export vinicolo a +2,9% nel 2019. Italia seconda solo alla Francia nel mondo

Verona – Cresce del 2,9%, nel 2019, l’export di vino italiano, con un controvalore di 6,36 miliardi di euro. Dato che prelude a un traguardo importante: a fine anno, saranno 10 anni di record storici consecutivi per l’export vinicolo del Bel Paese, che si aggiudica il secondo posto tra le superpotenze enologiche mondiali: dopo la Francia (+7,8%, a oltre 10 miliardi di euro) e prima della Spagna, che perderà quasi il 7%. Le stime, contenute nell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, sono state divulgate nel corso di Wine2Wine a Verona (25-26 novembre), evento di formazione e networking firmato Vinitaly. Secondo l’Osservatorio, nel 2019 le ‘sette sorelle del vino’ (Francia, Italia, Spagna, Australia, Nuova Zelanda, Cile, Usa) metteranno a segno un +3,6% complessivo, con punte di eccellenza di Nuova Zelanda (+10,2%) e Cile (+5,8%) mentre virano in negativo anche Australia (-0,3%) e Usa (-3,7%). Per l’Italia, in dettaglio, recuperano i vini fermi (+3,3%), rallentano gli sparkling (+5,8%) e calano gli sfusi (-10%). Sul fronte delle destinazioni, la domanda di vino italiano vedrà il Giappone campione di crescita (+17% a quasi 200 milioni di euro), seguito dalla Russia (+11,1%) e dal Canada con +6,2%. Bene gli Usa (+5%), primo mercato al mondo con una chiusura prossima a 1,8 miliardi di euro. Virano in negativo la Gran Bretagna (-2,8%), la Svezia (-0,8%) e la Cina (-3,8%), dove però il Belpaese farà meglio della media import del Dragone grazie a un buon recupero nella seconda parte dell’anno. “Inutile dire che la partita si gioca soprattutto in Asia”, sottolinea il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani (foto), “dove vogliamo essere decisi e decisivi. Infatti, col nostro partner cinese abbiamo costituito una società compartecipata, la Shenzhen Baina International Exhibition, per l’organizzazione di WineToAsia, in programma dal 9 all’11 novembre 2020 nel nuovo quartiere fieristico Shenzhen World”.


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