Ferrarini: la cordata Bonterre contesta la proposta Pini-Amco

Modena – La cordata formata da Bonterre-Gsi, Opas, Hp, Intesa e Unicredit commenta in una nota alcuni aspetti della proposta Pini-Amco su Ferrarini. Sono tre i punti principali messi in evidenza dalla cordata: “La mancanza di pagamenti immediati o nel breve del passivo concordatario, con lo spostamento del soddisfo dal terzo anno di piano industriale in poi, con tutti i rischi connessi al pagamento attraverso le risorse della continuità aziendale, non garantite; l’enunciazione nei comunicati stampa che la percentuale di soddisfo (33%) renderebbe vana la presentazione di proposte concorrenti è affermazione unilaterale, che non risponde alle rigorose verifiche di carattere giuridico ed economico cui è e dovrà essere sottoposta la proposta principale, affermazione per di più unicamente tesa ad ostacolare l’instaurarsi della leale procedura competitiva prevista dalla legge nell’interesse dei creditori e degli altri stakeholders (in primis, lavoratori e fornitori), sopra ricordata. Infine, ultimo punto, la cordata sottolinea che non c’è “nessuna certezza sulla continuità produttiva ed industriale in Italia, mancando in capo alla famiglia Pini l’expertise nel settore dei salumi di carne suina e nella commercializzazione sui mercati internazionali del food made in Italy; manca inoltre la presentazione di un progetto dettagliato o anche di semplice fattibilità del nuovo stabilimento, con forte pericolo di delocalizzazione negli stabilimenti spagnoli della famiglia Pini (i partner industriali chiederanno comunque nelle sedi opportune di conoscere gli accordi separati con Amco S.p.A., non ricompresi nei documenti depositati, ma che dovranno essere resi pubblici)”. Ora bisognerà attendere il 25 settembre, data entro cui i giudici di Bologna dovranno decidere sulla proposta Bonterre-Intesa-Unicredit, che ha chiesto che il foro di competenza sia quello bolognese e non quello reggiano.


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