Giglio Group amplia il proprio e-commerce al settore food

Milano – Nel 2018 il valore globale dell’e-commerce è stato di 2.875 miliardi di dollari e si stima di superare i 4 mila miliardi già nel 2022. Di questi, ben 462 li muove il Made in Italy, segnale che le nostre imprese ormai non possono ignorare: il passaggio ai marketplace digitali è una tappa quasi obbligata per tutti i grandi brand, infatti nel 2003 Alessandro Giglio (nella foto) fonda la Giglio Group proprio per supportare queste imprese e distribuire i loro prodotti sui mercati virtuali. Dopo un avvio nel settore fashion e ricavi Ifrs 15 consolidati a 19,3 milioni di euro, ottenuti solo trattenendo una percentuale del valore del venduto, la svolta di Giglio è ora nel settore del food, per puntare a superare i 70 milioni di euro nel 2021. Fra i primi nuovi partner a rispondere alla chiamata spiccano Riso Scotti, Fratelli Carli, Cantine Bosca e tonno Asdomar. Per tutti, l’obiettivo è raggiungere in maniera capillare ogni angolo del globo. L’e-commerce del food ha però un grosso limite: la possibilità di commercializzare il fresco a fronte di uno stoccaggio dei prodotti nei magazzini di circa sei mesi. Il primo che riuscirà nell’impresa, avrà battuto la concorrenza.


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