Hotêllerie, a Milano presenze in calo di oltre il 30% e fatturato fino a -70%

Milano – “Si oscilla tra il tutto completo e lo zero. Ricevo continuamente chiamate di clienti che avevano prenotato e che si sono visti cancellare il volo all’ultimo momento. Passo il tempo a fare voucher per chi non è riuscito ad arrivare”, spiega Carmine Casella dell’Hotel Aurora, locato in Corso Buenos Aires a Milano, in un reportage del Corriere della Sera sulla situazione degli alberghi del capoluogo lombardo. Ne emerge l’immagine di un settore in estrema difficoltà che ha subito cali oltre il 30% di presenze e di fino al 70% di fatturato. “Sono aperti dalla fine di agosto e viaggiano su tassi di occupazione che vanno dal 25% al 38%, con i lavoratori che si alternano a turni tra lavoro e cassa integrazione”, spiega Piero Marzot, proprietario dello Spadari e del Gran Duca di York a proposito della situazione nei due hotel. “Il futuro prossimo è avvolto in una grande incertezza, perché noi viviamo sul movimento delle persone e quindi finché non tornerà il piacere di viaggiare…”. Dal reportage emerge che la situazione sembra essere migliore in provincia, dove è inferiore la quota di clienti legata al circuito internazionale. Per questo motivo, Roberta Griffini della Filcams Cgil e Paolo Miranda della Fisascat Cisl chiedono tutele speciali per tutti gli addetti ai lavori nel settore dell’ospitalità. Oltre a un ripensamento del sistema degli appalti che ha generato precarietà.


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