Il bio in Italia nell’era del Covid: il webinar. Farm to Fork, legge sul biologico e certificazioni i temi affrontati

Verona – Si è appena conclusa la tavola rotonda, organizzata da B/Open in collaborazione con Edizioni Turbo by Tespi Mediagroup, dal titolo: ‘Il bio in Italia nell’era Covid: superfici, operatori e aziende (e un focus sulla filiera olivicola)’. Primo appuntamento di un ciclo di eventi digitali di formazione, ha visto la partecipazione di Roberta Cafiero, dirigente PQAI1 – Agricoltura Biologica e Sistemi di qualità alimentare nazionale e affari generali (Mipaaf). E di Riccardo Meo, Direzione Servizi per lo Sviluppo Rurale – Unità Operativa Sviluppo Rurale Ismea, e Roberta Callieris, Mediterranean Agronomic Institute of Bari (Iamb), che hanno presentato i dati relativi alla filiera olivicola biologica italiana. Riccardo Cozzo, presidente di AssoCertBio, ha invece presentato in anteprima le proiezioni sul settore biologico relative al 2019 e ai primi mesi del 2020 . E’ seguito un momento di confronto fra i rappresentati delle associazioni: Vincenzo Vizioli, vicepresidente del Consiglio Direttivo Federale Aiab; Roberto Zanoni, presidente AssoBio; Francesco Giardina, responsabile Associazione produttori biologici Coldiretti; Luigi Tozzi, responsabile Ufficio Qualità e sicurezza alimentare di Confagricoltura; Andrea Bertoldi, vicepresidente di FederBio. Sul tappeto temi di stringente attualità: innanzitutto la strategia Farm to Fork e la legge sul biologico, ferma in Senato da un anno, ma anche la necessità di semplificare l’attività di certificazione e di snellire la burocrazia. Oltre al prezzo del biologico. Sotto accusa il Governo e le istituzioni, ancora miopi di fronte alle richieste di un settore in costante crescita.

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