Inalpi chiede il sequestro dei dividendi libici di Unicredit, per un debito di 5 milioni di euro

Moretta (Cn) – Tonnellate di burro consegnate al governo di Tripoli nel 2001 e mai pagate, per un debito complessivo di 5 milioni di euro. E’ l’assurda vicenda che vede protagonista Inalpi, azienda di Moretta (Cn), specializzata nella produzione di burro, latte in polvere, formaggini e fettine, guidata dai fratelli Invernizzi. L’impresa, che ha chiuso il 2014 con un fatturato di 120 milioni di euro, nel 2001 ha consegnato tonnellate di burro per 3 milioni di euro, diventati 5 con il passare degli anni, alla General dairies and products company (Gdp), società creata dal governo di Tripoli negli anni 70 per gestire l’importazione di prodotti lattiero caseari. La vicenda, raccontata domenica sulle pagine de Il Corriere della Sera, ha già visto due sentenze favorevoli all’azienda di Moretta, tra cui una emessa nel 2013 dal tribunale di Saluzzo, in provincia di Cuneo, che condanna la Gdp libica al pagamento del debito. Ma l’azienda libica oggi non esiste più. Per questa ragione, i legali di Inalpi, dello studio Pavia e Ansaldo, si sono rivolti allo stesso tribunale cuneese per chiedere un pronunciamento, già arrivato, che sancisca il legame tra il governo libico e General dairies and products company, e il conseguente obbligo a saldare il debito. Grazie a questa sentenza, oggi i legali di Inalpi chiedono il sequestro dei dividendi libici di Unicredit, legati alla partecipazione del Paese nell’istituto di credito per il 2,9%, per il pagamento del debito.