Melegatti: stop alla campagna natalizia

Verona – Luci e ombre per il Natale di Melegatti. Da un lato il boom delle vendite di pandori, dall’altro il rischio del ritorno alla cassa integrazione per i dipendenti. L’intervento del fondo di private equity maltese Open Capital Fund ha permesso la ripresa della produzione, in extremis, il 21 novembre scorso. Nel frattempo si è scatenata sui social una forte campagna solidale, per invitare i consumatori a comprare i prodotti Melegatti. Gli ordini hanno superato di gran lunga il milione e mezzo di pezzi preventivato, ma ora si rischia di nuovo l’arresto, nonostante i numerosi ordini insoddisfatti. Giovedì scorso l’azienda ha annunciato di aver chiesto la cassa integrazione: produrre in questo momento porterebbe i prodotti sugli scaffali troppo tardi, con il rischio di doverli vendere sottocosto. In più, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, in magazzino sarebbero finite le confezioni di cartone. Per adesso i sindacati – che speravano si potesse passare direttamente alla produzione delle colombe pasquali – non hanno dato via libera alla Cig (ma questa posizione non vincola l’azienda) e hanno convocato assemblee con i lavoratori. La situazione rimane critica: il 7 novembre è stata depositata in tribunale la proposta di ristrutturazione del debito e l’azienda ha disposizione 120 giorni, più altri 60, per presentare una proposta di rientro a ciascun creditore. Se dunque, entro la primavera, i creditori che coprono almeno il 60% del debito non avranno accolto il piano, la Melegatti dovrà dichiarare il fallimento.


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