Nuovo disciplinare per il prosciutto San Daniele Dop

San Daniele del Friuli (Ud) – Importanti cambiamenti per il prosciutto San Daniele, una Dop che sviluppa un fatturato di 330 milioni di euro con una produzione che sfiora i 2,8 milioni di prosciutti nel 2018, con l’export in crescita del 10% nei paesi extra europei nei primi sei mesi del 2019. Il Consorzio ha infatti approvato un nuovo disciplinare a garanzia della tutela del marchio e del consumatore. Un risultato frutto di un lungo lavoro di confronto avviato nel 2018. Tra le novità, l’introduzione di un peso massimo di 17,5 kg e di un peso minimo di 12,5 kg per le cosce fresche; nuovo anche il limite fissato per il peso del prosciutto stagionato (massimo 12,5 kg, minimo 8,3 kg). Anche il periodo di stagionatura viene aggiornato, passando da 12 mesi a 400 giorni; ristretto inoltre il range del contenuto di sale (tra 4,3% e 6%). Cambia poi l’alimentazione dei suini del circuito Dop, che avranno una dieta a base vegetale e ricca di cereali nobili. “La revisione del disciplinare, un nostro atto volontario unilaterale”, spiega Mario Cichetti, direttore generale del Consorzio del prosciutto di San Daniele, “è frutto di un processo lungo e doveroso di cui il Consorzio si è fatto promotore attivo in relazione ai cambiamenti sempre più importanti che l’intera filiera si trova ad affrontare”. Modifiche anche per le caratteristiche genetiche dei suini ammessi alla Dop  con liste di tipi genetici idonei e non idonei. E’ stata poi introdotta una banca dati genetica stilata direttamente dal Mipaaf per garantire controlli più efficaci. Il nuovo disciplinare prevede, infine, l’aumento dei pesi massimi delle carcasse, quindi dei suini vivi. 


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