Osservatorio AssoCertBio: il biologico tiene, nonostante la pandemia

Bologna – Sono stati presentati la scorsa settimana, in occasione di un webinar organizzato da B/Open in collaborazione con Tespi Mediagroup, i dati AssoCertBio, l’associazione degli organisimi di certificazione del biologico, relativi al 2019 e ai primi mesi del 2020. Ne è emerso, innanzitutto, un settore maturo e stabile, che ha retto il terremoto provocato dalla pandemia. “Nonostante il difficile periodo che tutto il paese, a partire dal comparto agricolo, ha dovuto affrontare a causa del lungo lockdown dovuto all’emergenza sanitaria causata dalla pandemia da Covid-19, possiamo affermare come il comparto del biologico italiano si confermi un sistema compatto, dotato della forza necessaria per affrontare momenti di crisi eccezionali come quello che stiamo vivendo”, commenta il presidente Riccardo Cozzo. Nel 2019 il numero di operatori certificati – che tiene in considerazione produttori, preparatori e importatori – si è mantenuto pressoché stabile arrivando, a 80.105 unità, contro i 79.046 del 2018. Mentre nei primi cinque mesi del 2020, i dati tendenziali mostrano un’ulteriore crescita di 117 unità. Per quanto riguarda le superfici bio, analizzando i primi 5 mesi del 2020 si osserva una sostanziale tenuta con circa 10.000 ettari certificati in più (+0,57%), che potrebbero essere confermati anche delle proiezioni di fine anno. Nel dettaglio delle caratteristiche degli operatori certificati, in questa prima parte del 2020 cresce il numero delle realtà specializzate e il 45% delle aziende conta su una superficie inferiore ai 15 ettari di Sau biologica. Calabria, Sicilia e Puglia si confermano, anche nei primi mesi del 2020, le regioni dove è presente il maggior numero di operatori biologici.


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