Presentato a Cremona il progetto del macello di Manerbio

Cremona – Ieri, presso la sala congressi di CremonaFiere, a Cremona, si è svolto un convegno, organizzato da Assosuini, per illustrare il progetto del grande macello che dovrebbe sorgere a Manerbio (Bs). Presenti all’incontro Piero Pini, presidente di Hamburger Pini, l’azienda promotrice dell’iniziativa, il sindaco di Manerbio, Cesare Meletti e numerosi rappresentati del mondo agricolo: Coldiretti, Copagri, Anas e Confagricoltura, che sembrano sponsorizzare fortemente la costruzione del nuovo stabilimento. Positiva anche l’accoglienza degli allevatori, che guardano all’ingresso di un nuovo e forte player come alla soluzione per risollevare la suinicoltura dalla pesante crisi che da anni colpisce il settore. In mancanza di un vero e proprio contraddittorio, tocca al vicepresidente di Assica Enrico Cerri, lo scomodo ruolo di portare alla luce le perplessità dell’Associazione, in particolare sulla provenienza dei suini e sul rischio di natura sanitaria. Secondo le risposte dell’imprenditore, non sempre puntuali, una sola moderna realizzazione dovrebbe garantire maggiore sicurezza sanitaria rispetto a tante strutture antiquate. Sulla provenienza della materia prima Piero Pini risponde, tranquillizzando gli allevatori, che: “verranno macellati solo suini italiani, in parte pesanti e in parte di circa 100 kg, le cui cosce verranno destinate alla produzione di prosciutto cotto, un mercato molto promettente in Italia”. Per quanto riguarda la valorizzazione degli altri tagli, vero nodo della suinicoltura, l’idea di Pini risponde è realizzare preparati a base di carne. Complessivamente il dibattito non fuga tutti i dubbi, ma lascia una certezza: la maggioranza del mondo agricolo vuole il macello. Basterà questo per realizzare l’opera?(PF)


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