Sardegna (19): bozza di intesa a 72 centesimi per il prezzo del latte ovino. Ma i pastori: “La battaglia prosegue”

Pausa di riflessione, in Sardegna, in vista del tavolo di filiera previsto il 21 a Roma al Mipaaft, che nelle intenzioni dei promotori dovrebbe mettere la parola fine alla vicenda con la firma di un accordo. Nel frattempo, i pastori sono chiamati a valutare la bozza di intesa elaborata nel corso dell’incontro blindato che si è tenuto sabato 16 presso la prefettura di Cagliari. Cui erano presenti il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio, i pastori e il mondo della trasformazione. L’intesa preliminare, che ha avuto l’ok dalle parti coinvolte, prevede 72 centesimi al litro come acconto per i mesi di febbraio, marzo e aprile, da rivedere, a fine maggio, sulla base del mercuriale della Camera di Commercio di Milano, per verificare il valore medio che costituirà il prezzo base per i mesi successivi. Inoltre, sono previsti l’impegno dei trasformatori a non vendere sotto i sei euro e la nomina di un prefetto con compiti di analisi, sorveglianza e monitoraggio della filiera. Tra gli altri punti della bozza vi sono l’avvio del tavolo di filiera, la rappresentanza dei pastori sardi all’interno dei consorzi, la proroga della scadenza dell’atto programmatorio per quanto concerne il pecorino romano Dop e un registro telematico del latte ovicaprino. Provvedimenti cui si aggiungerebbe il ritiro di pecorino romano Dop in eccesso dal mercato, da subito messo sul piatto dal governo. Non Sembra particolarmente positiva, però, la reazione dei pastori, che sui social continuano a ribadire: “No all’accordo, la battaglia prosegue”. C’è comunque attesa per l’esito della consultazione nelle campagne e nei presidi davanti ai caseifici, che determinerà la decisione sulla proposta di accordo.


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