Sardegna: si riaccende la polemica sul latte

Milano – Tornano a farsi sentire i pastori sardi, dopo le clamorose azioni di protesta di due mesi fa (foto). Proprio in queste ore, infatti, il movimento ha annunciato una nuova mobilitazione per riprendere le redini delle trattative sulla vertenza latte, a cominciare dagli annunciati bandi per il ritiro delle eccedenze del pecorino romano e dalla riforma dei consorzi di tutela, che ancora tardano ad arrivare. Subito dopo l’annuncio, gli allevatori e i loro rappresentanti sono stati convocati in prefettura a Sassari per un nuovo incontro al tavolo di filiera. Il summit è stato fissato martedì 28 maggio, dopo le elezioni europee. I pastori, nel frattempo, hanno già annunciato per sabato 18 a Tramatza (Oristano) una nuova assemblea per fare il punto della situazione attuale e decidere come proseguire la battaglia, anche alla luce delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto decine di allevatori. A Sassari sono infatti iniziati i primi interrogatori di garanzia per 14 indagati, sottoposti ad obbligo di dimora per gli assalti alle autocisterne e ai furgoni che trasportavano latte. Felice Floris, leader del Movimento Pastori Sardi, in una intervista a L’Unione Sarda, ha spiegato: “A Decimomannu, nel mese di febbraio, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, anche di fronte al sottoscritto, non ha tenuto gli impegni: il Governo ad oggi non ha infatti ritirato un chilo di formaggio. Poi la palla è passata a Salvini, che con la nostra vertenza non c’entrava nulla”. E quanto al coinvolgimento del ministro dell’interno, Floris aggiunge: “Chi ha tirato dentro Salvini nella vertenza è stata la Coldiretti. Questo è un fatto e ci tengo a ribadirlo”.


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