Scanavino (Cia): “Allevatori di suini penalizzati da prezzi bassi. Necessarie misure a sostegno del comparto”

Roma – Il settore suinicolo italiano corre ai ripari per fronteggiare la crisi dei consumi. In vista della conversione in legge del decreto emergenze, Cia-Agricoltori italiani sta presentando alcune proposte di emendamento a sostegno del comparto. Gli obiettivi sono rilanciare la competitività e promuovere il consumo di carne attraverso campagne di promozione e comunicazione istituzionali. A preoccupare sono i numeri del settore: a marzo la redditività dei suinicoltori è crollata del 24%, e i listini della carne sono fermi a 1,1 euro al kg nel circuito Dop (-26,5% rispetto al 2017). “In questo momento la filiera non riesce a valorizzare un prodotto Dop d’eccellenza come il suino pesante per la produzione dei prosciutti e a pagare è sempre l’allevatore, l’anello più debole della catena”, sottolinea il presidente nazionale Cia, Dino Scanavino, “non c’è un tema di sovrapproduzione, ma di strategia commerciale di organizzazione della filiera. Gli allevatori hanno scelto di produrre puntando sulla qualità e stanno investendo per migliorare il benessere animale, ma con questi prezzi rischiano seriamente di vedere depauperato il loro patrimonio. È una tendenza che deve essere invertita al più presto”.


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