Sial rimandata al 2022/Il commento di Angelo Frigerio

Meda (Mb) – Doveva essere la fiera del rilancio, la grande sfida al Covid, una prova di forza dell’agroalimentare. Questo il senso della conferma, quindici giorni fa, di Sial 2020. La manifestazione parigina, come ci aveva confermato direttamente Nicolas Trentesaux, direttore generale di Comexpo, si sarebbe svolta regolarmente nelle date prefissate, dal 18 al 22 ottobre, a Parigi. Nulla da fare. Uno scarno pubblicato sabato 18 luglio ufficializza il game over. Sial viene riprogrammata al 2022, dal 15 al 19 ottobre: “Per garantire un evento all’altezza delle aspettative del mercato agroalimentare”. Una decisione difficile, presa dopo un’inchiesta fra espositori e visitatori, sottolineano da Parigi. Vero, ma non si poteva farla prima? In molti, dopo l’annuncio ufficiale di quindici giorni fa, si erano già messi in moto prenotando voli e alberghi. Chi li rimborsa adesso? Non certo l’organizzazione di Sial che, in un documento di cui siamo entrati in possesso, aveva addirittura obbligato gli espositori che avessero cancellato la propria partecipazione a una penale del 50%, trattenuta dall’ente fieristico. Mentre l’altra metà dell’anticipo sarebbe stata utilizzata come acconto per il rinnovo dell’edizione 2022. Una condizione capestro immediatamente contestata da molti, fra cui Luigi Scordamaglia di Filiera Italia e Fabio Leonardi di Igor. L’insurrezione da parte degli espositori, le diserzioni di molti buyer stranieri, l’acuirsi della pandemia che ha obbligato il governo francese a reintrodurre le mascherine obbligatorie, ha portato alla scelta di Comexpo. La vicenda assume contorni a dir poco surreali. Non si può confermare una fiera con un potenziale di 300mila visitatori, in tempi normali, e dopo quindici giorni dire: “Abbiamo scherzato, non se ne fa nulla”. E’ una presa in giro per tutti, espositori e visitatori. Come direbbe il buon Emilio Fede: “Che figura di m…!”.