Suini: 9mila allevamenti chiusi in cinque anni

Roma – Gli allevatori di suini lanciano l’allarme e chiedono urgentemente misure a sostegno del comparto. I numeri di Cia-agricoltori italiani parlano chiaro: dal 2014 sono stati chiusi 9mila allevamenti. Una crisi dovuta al prezzo sceso ai minimi storici, pari a 1,1 euro al Kg. Ma per avere un minimo di ricavi gli allevatori dovrebbero incassare almeno 1,6 euro, quindi sono costretti a produrre sottocosto. Spiega al Sole 24Ore Angela Garofalo di Cia: “In Italia l’allevamento di dei maiali è Dop-centrico: più del 70% di quello che viene allevato viene venduto ai produttori del prosciutto di Parma e del San Daniele. Per rispettare il disciplinare, i maiali destinati ai due consorzi devono essere più pesanti e devono rispettare standard di qualità particolari, a cominciare dalla percentuale di grassi, il che li rende più costosi da allevare”. I consorzi prendono le cosce, ma è più problematico vendere gli altri pezzi a macellerie e grande distribuzione, dato il prezzo elevato e il calo dei consumi. E poi c’è la concorrenza spagnola sempre agguerrita, dato che il paese iberico ha raddoppiato la produzione di maiali , passando da 20 a 40 milioni in 15 anni. Tra le misure presenti nel decreto emergenze, c’è lo stanziamento di 5 milioni di euro in due anni. Ma il rilancio passa anche dalla ricerca, per “fare in modo che l’industria della trasformazione inventi nuovi prodotti, dagli hamburger ad altri lavorati a base di carne di suino pesante”, sottolinea il presidente della Cia, Dino Scanavino.   


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