Taiwan chiude le frontiere alle carni e ai salumi italiani. La preoccupazione di Assica

Milano – Le autorità di Taiwan hanno rimosso l’Italia dalla lista dei Paesi indenni da peste suina africana, portando a una netta chiusura per l’export della salumeria e delle carni verso l’isola. Secondo le autorità di Taiwan, la decisione è stata presa in conseguenza a un peggioramento delle condizioni veterinarie della Sardegna e per evitare l’introduzione della Psa nel Paese. Attraverso un comunicato stampa pubblicato ieri, Assica (l’Associazione industriali delle carni e dei salumi) palesa sconcerto e stupore per questa decisione inaspettata. “Non comprendiamo il timore di Taiwan”, spiega Davide Calderone, direttore di Assica. “La Regione Sardegna, negli ultimi anni, con il supporto del ministero della Salute e della Commissione Ue ha condotto un ottimo lavoro verso l’eradicazione totale della Psa che mai come oggi appare prossima”. “Abbiamo festeggiato solo due anni fa l’apertura del mercato all’esportazione di carni suine e salumi italiane”, commenta Nicola Levoni, presidente dell’Associazione. “Un’apertura che è stata frutto di una negoziazione durata oltre cinque anni. Un obiettivo che è stato fortemente voluto anche dal ministero della Salute italiano, dall’Agenzia Ice di Taipei e dalla Commissione Ue. Istituzioni che oggi si sono già prontamente attivate per il superamento di questa chiusura, che giunge ad aggravare la già difficile situazione di mercato in cui versa il settore suinicolo italiano”.  


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