Tar del Lazio boccia il ricorso sugli Ogm. Soddisfazione dal ministro Martina

Roma – Il Tar del Lazio ha bocciato il ricorso dell’agricoltore friulano Giorgio Fidenato, contro il decreto interministeriale che proibisce la semina del mais Mon810. Il Tar ha sostanzialmente confermato la liceità dello Stato italiano ad attuare la clausola di salvaguardia, prevista dalla normativa europea, in caso di rischi per la salute umana o animale. Posizione salutata con soddisfazione dal ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina: “Apprendiamo con soddisfazione il pronunciamento del Tar che conferma nella sostanza le ragioni del decreto promosso dal ministero delle Politiche agricole di concerto con i ministeri della Salute e dell’Ambiente in relazione allo stop delle semine Ogm in Italia”. La sentenza del tribunale sottolinea, tra l’altro, che il decreto contestato rispecchia le condizioni previste per la sua emanazione in quanto “sono state evidenziate le conseguenze negative per l’ambiente derivante dalla diffusione della coltura del mais Mon810” e “tali conseguenze negative sono state prospettate dagli studi più recenti dell’Efsa che è l’organo ausiliario della Commissione cui è devoluta in via esclusiva l’individuazione, la valutazione e la gestione del rischio conseguente alla coltivazione del mais in questione”. Nel report, pubblicato dall’Efsa lo scorso dicembre, sul mais Mon810, si evidenzia che non vengono “identificati effetti negativi sull’ambiente, la salute umana e animale, a causa della coltivazione di mais Mon 810, durante la campagna 2011”, (traduzione nostra). L’Autorità per la sicurezza degli alimenti rimanda piuttosto alle sue precedenti raccomandazioni sulla corrette procedure di gestione di queste coltivazioni, per evitare possibili rischi.


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