Uila-Uil attacca Federalimentare sul contratto collettivo

Roma – L’intesa sul contratto collettivo alimentare sarebbe saltata per soli 13 euro lordi, secondo quanto dichiara Stefano Mantegazza, segretario generale Uila-Uil, intervistato da ItaliaOggi. Che rivela alcuni particolari sulle trattative di fine luglio: “Abbiamo affittato l’intero piano di un albergo e negoziato contestualmente su tre tavoli distinti per raggiungere l’obiettivo di una firma condivisa con tutte le associazioni aderenti a Federalimentare. A un tavolo sedevano le tre categorie che hanno firmato, poi c’era il tavolo delle carni separato dagli altri, con Assocarni e Aia. Quindi il terzo tavolo era composto da Federalimentare e dalle rimanenti associazioni di settore”. Secondo Mantegazza, erano tutti d’accordo sui punti principali, ovvero sull’incremento dei minimi di paga base, sul salario che si attualizza di quadriennio in quadriennio, inserendo anche la voce del “trattamento aggiuntivo”, cioè il valore aggiunto che nei quattro anni precedenti ha prodotto il settore, e la contribuzione al welfare. Il nodo irrisolto, sempre secondo il segretario Uila-Uil, “è l’importo dell’incremento aggiuntivo della retribuzione: un’indennità corrisposta a tutti i lavoratori, che non fa parte del minimo di paga base. E’ una questione di quantità salariale; una differenza di 13 euro”. Il sindacalista non è convinto dalla necessità di diversificare in base ai settori, che oggettivamente hanno performance differenti: “Per il sindacato un contratto unico nazionale è un valore perché tutela 450mila persone tutte allo stesso modo. Garantendo a tutti gli stessi diritti”. In definitiva, Federalimentare viene definita “un interlocutore inaffidabile e non più utile a rinnovare il Ccnl”.


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