Vacondio (Federalimentare): “Fake news deleterie per i consumi alimentari italiani”

Roma – Le fake news pesano sui consumi domestici, scesi del 10% in 10 anni. “Per fortuna che ci ha aiutato l’export nello stesso periodo, perché il cibo italiano è riconosciuto nel mondo come un prodotto premium.” Parole di Ivano Vacondio in un’intervista pubblicata sul Corriere della Sera domenica 27 ottobre. Il presidente di Federalimentare ha commentato i dati relativi all’industria alimentare italiana, che, con 142 miliardi di fatturato, di cui 42 grazie alle esportazioni, è seconda solo al metalmeccanico. E ha spiegato che, più che i dazi, teme le fake news, “una delle ragioni per cui i consumi alimentari italiani sono scesi: a forza di spaventali, i consumatori scappano. […] Continuare a sentire che la pasta si fa con grano non buono importato dall’estero, alla fine produce effetti. Negativi”. Il riferimento è alle campagne di Coldiretti sul grano importato dal Canada a rischio glifosato: “Capisco che Coldiretti debba tutelare gli associati, così come è vero che la remunerazione del grano è troppo bassa: per questo sono d’accordo nel valorizzare la produzione nazionale. Ma non bisogna demonizzare quella estera”. Così come non bisogna demonizzare la carne rossa e lo zucchero, alimenti spesso oggetto di notizie false. Attenzione dunque: “Se le false notizie fossero vere, il made in Italy alimentare non sarebbe un marchio premium”.


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