Vertenza Pernigotti: ancora tutto da definire

Roma – “Di doman non c’è certezza”: sindacati e lavoratori si aspettavano notizie certe per Pernigotti e invece ieri, al tavolo del Mise, sono state riferite, ancora una volta, solo ipotesi. Alla presenza dal vice capo Gabinetto Giorgio Sorial, dei rappresentanti dell’azienda, della Regione Piemonte, del sindaco di Novi Ligure e dei sindacati, l’advisor Sernet – riferisce una nota – ha ringraziato il Ministero per il supporto, che grazie anche al coinvolgimento di Ice-Ita ha permesso di contattare 60 potenziali investitori italiani ed esteri. Due le manifestazioni d’interesse con trattative in fase avanzata: soggetti italiani interessati a cioccolato e torrone. Si tratterebbe, secondo Il secolo XIX, della torinese Spes cioccolato (con una bozza di piano industriale in partenza a settembre con 50 lavoratori, l’impegno a mantenere le retribuzioni per gli ex dipendenti e la richiesta ai Toksoz di un contratto di fornitura pluriennale per le materie prime) e della Laica di Arona (che avvierebbe la produzione dal 2020 con circa 40 dipendenti e investimenti per circa 3 milioni di euro). Confermata, per il ramo gelati, la negoziazione in corso con Giordano Emendatori. Pietro Pellegrini, segretario nazionale Uila, ha fatto notare: “Il tempo non è dalla nostra parte. Auspichiamo che la reindustrializzazione avvenga in tempi rapidi per salvare la campagna natalizia 2019”. Forse la produzione per la festività sarà portata avanti dalla proprietà Toksoz, che ha ribadito di non voler cedere il marchio Pernigotti.


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