Dubai – Negli Emirati la crisi colpisce soprattutto la logistica e frena turismo, consumi ed export. “Ma per le imprese italiane il mercato resta strategico”. A fotografare la situazione in un’intervista al Sole 24 Ore è Marianna Saragaglia, neo eletta presidente della Camera di commercio italo-araba degli Eau (parte di Assocamerestero), con sede a Dubai. “Dopo lo choc iniziale degli attacchi missilistici e di droni dall’Iran il Paese prova a ripartire: i negozi e i supermercati sono aperti e gli scaffali pieni e anche le aziende hanno ripreso a lavorare, mentre soffre invece il settore turistico: gli hotel sono vuoti e i ristoranti lavorano solo grazie a noi expat”.
Il nodo principale è quello degli approvvigionamenti. “Tutte le aziende hanno bisogno di approvvigionamenti e su questo stiamo soffrendo”, spiega Saragaglia, per effetto della “chiusura o il rallentamento di alcuni canali, non solo quello di Hormuz”, con conseguenti “ritardi nelle consegne e aumenti di prezzo, che in alcuni casi sono persino centuplicati”. A pesare sono anche le difficoltà assicurative e la saturazione degli scali alternativi: “porti come Jeddah, in Arabia Saudita, o Sohar in Oman, stanno lavorando 100% delle loro capacità”.
Per aggirare l’emergenza, “la scelta che al momento le aziende stanno prediligendo, nonostante i costi elevati, è quella aerea, perché è l’unica garantita”. In alternativa, si ricorre a rotte via Arabia Saudita e Oman, con trasporto finale su gomma.
Sul fronte commerciale, “c’è sicuramente un rallentamento per i beni di lusso”, ma soprattutto per i comparti più esposti al caro-logistica. Eppure, ribadisce Saragaglia al quotidiano di Confindustria, “non vedo nessuno intenzionato a rinunciare a questo mercato: questo Paese rimane attrattivo e strategico per la crescita delle imprese”.