Roma – Industrial Accelerator Act tra i temi chiave dell’incontro che si è tenuto al ministero delle Imprese e del made in Italy tra il titolare del dicastero, Adolfo Urso (foto), e il vicepresidente esecutivo della Commissione Ue per la Prosperità e la Strategia industriale, Stéphane Séjourné. L’obiettivo dell’Italia: velocizzare il piano di rilancio dell’industria europea che, altrimenti, non entrerebbe in vigore prima del 1° gennaio 2029. L’obiettivo del piano è promuovere il ‘Made in Europe’ negli appalti pubblici per portare la quota del settore manifatturiero sul Pil dell’Unione al 20% (oggi è al 14,3 per cento) entro il 2035 (leggi qui).
“Siamo in una fase di crisi sistemica che richiede risposte rapide e concrete. Dobbiamo accelerare nell’attuazione dell’Industrial Accelerator Act: non è sostenibile attendere il 2029 per introdurre i requisiti Made in Europe e Low carbon”, ha affermato Urso. “Ci adopereremo in Consiglio per conseguire questo obiettivo. In tre anni può cambiare il contesto globale, le catene del valore, la competizione internazionale, e certo non in meglio: l’Europa deve agire ora, non quando sarà troppo tardi”.
“Sono grato all’Italia, la seconda potenza industriale europea, per il suo impegno a sostenere e accelerare l’agenda di riforme della Commissione europea per rafforzare la nostra competitività”, ha affermato Séjourné. “L’Industrial Accelerator Act rappresenta una tappa fondamentale di questa dinamica e andrà a beneficio dell’economia italiana, della sua solida base manifatturiera e, in particolare, delle migliaia di Pmi presenti in tutto il Paese. La nostra proposta ‘Made in Europe’ è la miglior alleata del ‘Made in Italy’. Siamo d’accordo con il ministro Urso nel proseguire i nostri sforzi per accelerare sul 28º regime, sull’integrazione del mercato unico e sulla riforma degli appalti pubblici di prossima presentazione”.