Bruxelles (Belgio) – L’accordo commerciale tra Ue e Australia (leggi qui) ha riacceso l’allarme nel comparto saccarifero europeo. La Commissione Ue ha infatti annunciato una quota di 35mila tonnellate di zucchero greggio australiano esente da dazi. Un volume inferiore alle 80mila tonnellate chieste dall’Australia, ma che si somma a concessioni già accordate ad altri Paesi terzi e considerate ormai difficili da assorbire dal settore.
Attraverso un comunicato congiunto, le associazioni di categoria Cibe e Cefs fanno sapere infatti che, con i contingenti già concessi a Brasile (180 mila tonnellate) e Ucraina (100 mila tonnellate), la disponibilità complessiva di importazioni duty free sul mercato Ue sale a 1,13 milioni di tonnellate, esclusi i regimi preferenziali per i Paesi Acp e meno sviluppati. Considerando anche le quote a dazio ridotto, l’accesso sfiora 1,7 milioni di tonnellate, mentre i consumi europei di zucchero sono in calo.
Il presidente di Cibe, Marcel Jehaes, denuncia che la capacità del settore di assorbire nuove concessioni “ha raggiunto il limite”, ricordando che dal 2017 hanno chiuso 21 zuccherifici. Sul fronte industriale, Giovanni Tamburini, presidente di Cefs, avverte che il comparto si trova già a fronteggiare un nuovo shock, aggravato dal rialzo dei costi energetici e dei fertilizzanti. Per produttori e bieticoltori europei, il rischio è che la pressione competitiva diventi insostenibile.