Verona – “Le modifiche al disciplinare di produzione dell’Amarone approvate dall’assemblea del Consorzio del 10 maggio hanno inferto un duro colpo alla collina, terroir produttivo di eccellenza, oltre che di origine, dell’Amarone. Per questo ribadiamo con forza la richiesta, che doveva essere al centro del tavolo di concertazione tra le Famiglie dell’Amarone e Consorzio, e rimaste inascoltata e disattesa provocando così il nostro ritiro, e cioè che la salvaguardia della qualità dell’Amarone passa necessariamente dalla diversificazione tra collina e pianura, con preminenza della prima sulla seconda”. È la replica delle Famiglie dell’Amarone alle chiarificazioni sulle modifiche del disciplinare rese dal Consorzio di tutela vini della Valpolicella nella conferenza stampa di ieri. Un’inversione di rotta nella visione della denominazione, quella attuata dalla modifica del Consorzio che, solo nel 2008, riconosceva la diversità di zonazione attribuendo alla collina il 53%, il 23% alla fascia pedecollinare e il 24% alla zona di fondovalle.
Famiglie dell’Amarone: no a omologazione qualità per tutte le zone produttive
federica2013-05-16T09:46:55+01:0016 Maggio 2013 - 09:46|Categorie: Vini|Tag: Consorzio di tutela vini della Valpolicella, disciplinare, Famiglie dell'Amarone|
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